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Scansionare spartiti: risoluzione, formato e impostazioni

Quanti dpi, colore o scala di grigi, quale formato? Le impostazioni di scansione che funzionano per gli spartiti, A3 e fascicoli spillati inclusi.

Gli spartiti sono un caso particolarmente scomodo per gli scanner: linee molto sottili, moltissimo bianco, spesso annotazioni a matita, frequentemente A3 o formati verticali insoliti, e quasi sempre carta ingiallita. Le impostazioni predefinite della maggior parte dei dispositivi sono pensate per documenti di testo e con la musica producono o gambe delle note illeggibilmente sottili o file inutilmente enormi.

Ecco le impostazioni che si sono dimostrate valide nella pratica.

In breve

ImpostazioneConsiglio
Risoluzione300 dpi
Modalità coloreScala di grigi (8 bit)
FormatoPDF, un file per parte
Compressionemoderata; con perdita va bene
Correzioni automaticheraddrizzamento sì, rilevamento pagine vuote no
Dimensione obiettivocirca 0,5–2 MB per parte

Se volete portarvi via un solo valore: 300 dpi in scala di grigi. Per gli spartiti è il punto in cui leggibilità e dimensione del file si incontrano meglio.

Risoluzione: perché 300 dpi

  • 200 dpi bastano per leggere su uno schermo grande, ma la compressione sfilaccia visibilmente gambe e travature. In stampa il risultato è brutto.
  • 300 dpi rende puliti anche i gruppi di trentaduesimi, le legature e le piccole acciaccature, e si stampa in A4 senza perdite. È la scelta giusta per praticamente tutta la musica a stampa.
  • 400–600 dpi servono solo in due casi: edizioni antiche molto sbiadite o con incisione molto fitta, e se in seguito volete usare il riconoscimento ottico della musica (OMR). Il prezzo è una dimensione da quattro a otto volte maggiore.

Oltre i 600 dpi, con originali cartacei, non si guadagna nulla se non consumo di spazio: a quel punto state scansionando la trama della carta, non la musica.

Colore, scala di grigi o bianco e nero

È l’impostazione che più spesso va storta.

Il bianco e nero (bitonale, 1 bit) produce i file più piccoli ed è una predefinita comune. Per la musica è rischioso: ogni pixel viene arrotondato duramente a nero o bianco. Le legature sottili si spezzano, le annotazioni a matita spariscono del tutto e la carta ingiallita, a seconda della soglia, vira al grigio o si mangia i righi. Ma la matita è proprio ciò che volete conservare sulle parti d’archivio: respiri, segni, ritornelli.

La scala di grigi è il compromesso ed è la scelta giusta per la musica: la matita resta, le legature restano morbide, il file resta piccolo.

Il colore serve solo se sulle parti ci sono segni colorati o se volete documentare un originale storico. Altrimenti il colore triplica la dimensione senza alcun vantaggio musicale.

Formato file: PDF, un file per parte

Il PDF è lo standard che ogni tablet, ogni app per la lettura di spartiti e ogni stampante gestisce. Due regole:

  1. Un file per parte, più pagine per file. La parte di Tromba 1 con quattro pagine è un PDF di quattro pagine, non quattro file separati e non una porzione di un PDF cumulativo con tutti gli strumenti.
  2. Niente file immagine. JPG o PNG per pagina possono sembrare pratici, ma perdono l’appartenenza alla parte e sono scomodi da distribuire.

Se il vostro scanner produce solo PDF cumulativi sull’intera pila, non è un problema, purché possiate scomporli dopo. Notenarchiv scompone i PDF cumulativi in singole parti direttamente nel browser.

A3, orizzontale e pagine doppie aperte

Buona parte dell’archivio di una banda è in A3 o viene scansionata come pagina doppia aperta. Sul tablet è inutilizzabile: la pagina appare di traverso e ruotandola si vedono due mezze pagine insieme.

La cosa giusta è dividere le pagine A3 in due pagine A4 nel corretto ordine di lettura. Alcuni scanner lo fanno direttamente («dividi pagina», «split page»). Altrimenti si divide dopo: in Notenarchiv l’app riconosce automaticamente le pagine orizzontali e A3 e propone la divisione con un clic.

Lo stesso vale per le parti stampate in origine come pieghevoli o a leporello: ciò che sulla carta era pratico, in digitale è un ostacolo.

Alimentatore o piano fisso

L’alimentatore automatico (ADF) è molto più veloce con i fogli sciolti e dovrebbe essere la norma. Attenzione a due cose: togliere prima i punti metallici e non caricare pile troppo alte – i doppi trascinamenti si notano solo quando manca una pagina.

Il piano fisso serve per fascicoli spillati, carta fragile e tutto ciò che non volete smontare. Premete il coperchio con delicatezza, così la pagina interna non si solleva.

Per le edizioni spillate che volete conservare intatte: uno scanner per libri o un’app di scansione con riconoscimento dei bordi è spesso più rispettosa del tentativo di schiacciare il fascicolo sul piano.

Correzioni automatiche: cosa attivare e cosa no

  • Raddrizzamento (deskew): sì. Nessuno legge volentieri righi storti e, poiché i righi sono diritti, la correzione funziona in modo molto affidabile sulla musica.
  • Ritaglio automatico: sì, se centra il formato del foglio. Controllate le prime scansioni: alcuni dispositivi ritagliano troppo stretto con margini molto bianchi e tagliano l’ultimo rigo.
  • Rilevamento pagine vuote: no. Un retro bianco a volte è voluto (perché girando pagina capiti una pausa) e l’automatismo non decide in modo affidabile. Meglio cancellare dopo, in modo mirato.
  • Nitidezza testo / ottimizzazione OCR: no. Questi filtri sono pensati per le lettere e distruggono regolarmente le travature della musica.

Scansionare con lo smartphone

Per qualche pezzo isolato il telefono basta, se ci sono tre condizioni:

  1. Luce uniforme senza ombre. Vicino a una finestra, non direttamente sotto la lampada a soffitto sopra di voi.
  2. Un’app di scansione con riconoscimento dei bordi e correzione prospettica (le app Note e File di iOS e Android lo fanno). Una foto normale non è una scansione.
  3. Modalità scala di grigi o documento, non il filtro colore a contrasto massimo.

Per centinaia di parti, però, lo scanner con alimentatore resta nettamente più veloce.

Controllo: cinque secondi per parte

Prima che un file entri nell’archivio, uno sguardo veloce:

  • Ci sono tutte le pagine, e nell’ordine giusto?
  • Il nome dello strumento è leggibile a pagina 1?
  • Non c’è nulla di tagliato, soprattutto l’ultimo rigo in basso?
  • L’orientamento è corretto o c’è una pagina di traverso?
  • La dimensione del file è plausibile? Molto sotto i 200 KB per pagina indica una compressione eccessiva, molto sopra i 5 MB una risoluzione inutilmente alta.

Questi cinque secondi sono il controllo qualità più economico dell’intero progetto.

E poi?

Come trasformare le scansioni finite in un archivio ordinato – numerazione, denominazione, assegnazione e introduzione nella banda – è spiegato nella guida Digitalizzare gli spartiti: guida per bande e orchestre.

Ruotare, cancellare pagine, dividere gli A3 e scomporre i PDF cumulativi si può fare in Notenarchiv direttamente nel browser, senza un programma PDF aggiuntivo. Ciò che lo scanner non ha reso perfetto si può quindi sistemare in un secondo momento.